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REPORTAGE



JOHNNY DEPP, L'ULTIMO SEX SYMBOL (Vanity Fair)

Tre settimane fa, a Los Angeles pioveva forte. Johnny Depp e la sua compagna Vanessa Paradis erano a bordo di una limousine che li accompagnava a casa. Sul Sunset Boulevard, Johnny ha fatto fermare l’autista ed è sceso a parlare con due barboni che stavano sotto dei cartoni fradici. Gli ha dato cento dollari e li ha scortati a un motel vicino, perché passassero la notte all’asciutto. Johnny Depp, 40 anni compiuti nel giugno scorso, oggi è un signore perbene che fa beneficenza agli sconosciuti. Non solo: ha chiuso con la vita spericolata ed è un padre di famiglia contento di esserlo, come ha ribadito nell’ottobre scorso in un’intervista rilasciata a Vanity Fair e pubblicato nel nostro primo numero (9 ottobre 2003). Da allora, Johnny è anche diventato, per la prima volta nella sua carrie-ra quasi ventennale, un attore sbanca-botteghini grazie alla Maledizione della prima luna, film che gli ha fruttato la sua prima nomination all’Oscar, grazie a un’interpretazione che dire piratesca è poco.


CONCIATO E’ BELLO

Dal 16 aprile, ritorna tra noi con Secret Window. Tratto da un racconto di Stephen King, è un incrocio tra Shining e Misery: l’attore interpreta uno scrittore in pieno panico da pagina bianca e sull’orlo di una crisi di nervi. Nel film, ha i capelli arruffati come un porcospino e indossa per tutto il tempo un imbaraz-zante accappatoio piano di buchi. Nessuna donna vorrebbe avere per casa uno combinato così: lo spedirebbe prima sotto la doccia e poi sul pianerottolo con i suoi stracci. A meno che fosse, appunto, Johnny Depp. Perché a lui, le donne, sia le sue compagne di vita che le spettatrici, perdonano qualunque stranezza. Anche i film poco riusciti, an-che i ruoli che lo imbruttiscono, una sua specialità sai tempi di Edward mani di forbice. Al cinema, Depp ama deturparsi ed è difficile stabilire se si tratti di una provocazione virtuosistica da attore o di una forma di masochismo personale. Certo che visto da vicino e “in borghese”, Johnny è più bello che sullo schermo. Però, è anche vero che si concia e acconcia in modi assurdi. Capelli stravolti, abbigliamento fuori da ogni diktat, florilegio di tatuaggi, anelli e cappelli bizzarri: un “non stile” che addosso a lui, diventa il “suo stile”. Fisicamente, Depp è un mondo estetico a parte. Non è perfetto come Brad Pitt. E’ atletico, ma non ha l’aria invincibile di Tom Cruise. E’ americano, nato nel Kentucky, proprio come George Clooney ma, rispetto all’ex pediatra di E.R., sembra venire da un’altra America dove non si sorride mai a vanvera. Eppure, pochi mesi fa, un settimanale popolare come People l’ha definito senza mezzi termini: “L’uomo più sexy al mondo”. Non è un’esagerazione giornalistica. Depp ha un talento naturale nel far cadere le donne ai suoi piedi, sullo schermo e fuori. Ce l’ha da sempre, da quando non era ancora una star di Hollywood, il che rende la faccenda ancora più interessante.

UN CATALOGO BEN FORNITO

A vent’anni si è sposato con la truccatrice Lori Allison. Dopo tre anni, finito il matrimonio è iniziata la sua carriera cinematografica, ha inanellato una serie di relazioni, sempre piuttosto brevi ma intense, con colleghe di diversa caratura. Prima c’è stata Sherilyn Fenn, la brunetta di Twin Peaks. Lei lavorava su un set, lui era disoccupato. La andava a trovare tutti i giorni e, nelle pause, si chiudevano nella roulotte, tre gli ammiccamenti maliziosi (e invidiosi) del resto della troupe. Poi c’è stata Jennifer Gray: la biondina di Dirty Dancing. Quindi, è arrivata Winona. L’ha vista all’anteprima di Great Balls of Fire, film di cui lei era protagonista. Lumata e presa. Tre anni d’amore, quattro film insieme e una dichiarazione di lei che vale una medaglia d’oro di “sciupafemminismo”: “Possono dire quello che vogliono di Johnny, per me è un angelo. Perché quando ti guarda, guarda solo te”. La top model inglese Kate Moss se n’è innamorata in foto. Stava posando per un fotografo che aveva appena realizzato un servizio con Depp. “Se me lo presenti, io ti presento un’amica modella”. Un’offerta che né il fotografo né Johnny potevano rifiutare. Johnny e Kate hanno imperversato per quattro anni sui giornali di tutto il mondo. Lei sfilava a Milano, lui la aspettava in albergo. Finiti gli impegni, si chiudevano in camera e chi s’è visto s’è visto. “Potrei anche stare semplicemente ore a guardarlo quando dorme”, dice Kate, santarellina a mezzo stampa. Quando lui l’ha lasciata, l’hanno ricoverata in una clinica per disintossicarsi. Dall’alcol, ma an-che da Johnny. Che cos’avrà mai di così fatale, quest’uomo? Per le comuni mortali, che si accontentano di guardarlo, ha un tratto somatico esaltante: gli zigomi, tratto esotico ereditato dalla mamma. Sono altissimi, in foto-grafia e al cinema prendono dannatamente bene la luce e, dal vivo, esaltano uno sguardo mansueto quasi da scugnizzo, uscito da un film neorealista. In altri tempi, forse, uno così sarebbe stato relegato in ruoli “etnici”. Invece è diventato un re di Hollywood perché rappresenta un tipo di bellezza che sembra inventato a tavolino per lo spirito do questi tempi multirazziali. Ma Depp è tutto fuorché un fenomeno nato a tavolino. Lo dimostra la devozione del popolo di Internet (un milione e 150 mila risultati, digitan-do il suo nome su Google) e lo dimostra il fatto che la sua carriera, iniziata come outsider, è arrivata all’apice dopo quasi quaranta film.

LA NOTTE DELL’ARMADILLO

Nel privato, fino all’incontro stabilizzante con Vanessa Paradis, il fascino di Depp era strettamente legato a una forma di forsennato combinatore di casini. L’intemperanza più clamorosa avvenne al Mark Hotel di New York. 1994, una notte di settembre. Volano stoviglie e posate, i mobili si spezzano e, dai vetri, si staccano lacrime taglienti. Alle quattro di mattina, la direzione chiede all’ospite di lasciare la stanza. La faccenda finisce con un arresto, il pagamento di dieci milioni di dollari di danni e una dichiarazione che rivela un tocco di genio: “Non capisco che cosa sia successo. Improvvisamente, dal guarda-roba è schizzato fuori un armadillo e ha distrutto tutto”. Oggi i tempi degli alberghi sfasciati sono finiti. Il “maledettismo”, più da rockstar che da attore cinematografico, viene liquidato dall’interessato così: “Capita a tutti di avere una giornata storta. C’è chi va a giocare a golf, io me la prendo con le camere d’albergo”. Adesso, provate a pensare se Jim Morrison o Kurt Cobain, invece di morire, si fossero trasformati in qualcosa di simile a quello che è diventato Depp: un tizio perbene, con due figli e una casa nella campagna francese. Forse, avrebbero perso punti. Johnny no: piace a prescindere. Nemmeno l’imborghesimento ne ha cannibalizzato il sex appeal. Persino l’attuale versione “buon samari-tano in limousine” non gli fa perdere un grammo del suo fascino romantico. Forse perché la fama che lo precede lo rende inafferrabile e dunque irresistibile: oggi è così, ma chissà cosa potrebbe combinare domani. O forse perché le sue storie d’amore rivelano una virtù unica tra i maschi: Johnny sembra credere in qualunque cosa in cui gli uomini sembrano non credere mai. Che sia “per sempre”. Si era tatuato “Winona Forever” sul braccio. L’ha cancellato per amore di Kate. Per Vanessa ha cambiato continen-te e stile di vita. Recentemente, Depp ha visitato una mostra di Mimmo Rotella, in una galleria d’arte di Parigi. Gli ha commissionato un’opera su misura, per unire e celebrare, in un pezzo d’arte imperitura, i volti suoi e di Vanessa. Beata lei.

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